il cassero è

Matteo Cavalieri e Libero Mancuso
Vicinanza e solidarietà ai due ragazzi aggrediti, un impegno a proseguire nella costruzione di uno spazio cittadino in cui il rispetto delle differenze e la pluralità delle identità rappresentino un’opportunità di arricchimento reciproco e non un motivo di contrapposizione e, infine, un invito al Parlamento ad estendere anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele previste dalla legge 122 del 1993, detta ‘Legge Mancino’, in caso di atti di 'discriminazione, odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi'.

Questi i contenuti di un ordine del giorno approvato ieri a tarda sera dal Consiglio comunale di Bologna (primo firmatario Sergio Lo Giudice, consigliere Ds e presidente nazionale di Arcigay) a seguito dell’aggressione ai danni di due studenti gay avvenuta lo scorso 7 settembre di fronte al centro gay e lesbico Il Cassero.

Il documento, sottoscritto da tutti i gruppi della maggioranza e dal presidente del Consiglio comunale Gianni Sofri, è stato votato all’unanimità, con anche i voti di Forza Italia e de La Tua Bologna (assente Alleanza Nazionale). L’ordine del giorno era collegato a quello contro la violenza alle donne, anch’esso approvato all’unanimità.

Dal Comune di Bologna parte un segnale di civiltà – commenta Matteo Cavalieri, presidente di Arcigay Il Cassero Bologna –: una legge che tuteli anche le persone omosessuali e transessuali dai cosiddetti ‘crimini d’odio’ è presente in quasi tutti i paesi europei, ed è stata già annunciata dal ministro italiano alle Pari opportunità Barbara Pollastrini e condivisa dai ministri degli Interni Giuliano Amato e della Giustizia Clemente Mastella. Ora tocca al Parlamento legiferare: lo faccia presto, perché il tempo delle attese dura ormai da troppo.

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