| 28 Giugno 2008, Bologna Pride | ||
C'è un programma da ideare, un'incisività sulla società italiana da cercare, da ritagliare e inventare ex novo, da regalare a questo paese scoppiettante, ipocrita, che rifiuta la questione omosessuale - e bisessuale e trans - come cartina di tornasole del grado di (in)civiltà che abbiamo raggiunto.
C'è la necessita d'allacciarsi al movimento di liberazione internazionale, impegnato in conflitti difficili, dove a pagare sono le donne e gli uomini, le loro vite, il loro diritto alla felicità: l'India, la Russia, la Palestina, l'Iran, l'Albania sono solo alcuni dei territori della battaglia. Non sono gli unici.
Dall'altro lato, c'è un'emergente omofobia, un dilagare dei crimini d'odio verso le persone lgbtq che vede la legislazione italiana impreparata a rispondere. Dobbiamo ottenere una legge che ci protegga, che ci tuteli. Il nostro habeas corpus, l'intangibilità del corpo, non può essere lasciato alla clemenza dei violenti o al buon cuore di un poliziotto. A pagare, in giovane età, sono spesso gli e le adolescenti. Il bullismo è lo specchio di una società italiana incancrenita dalla violenza sugli ultimi e sui deboli, su chi ancora non conosce le parole della propria liberazione. Dobbiamo dire: basta. Non vogliamo vedere più nemmeno una vittima. Dobbiamo andare davanti alle scuole, dichiarare finita la solitudine.
Smettiamola, fin d'ora, di cercare l'approvazione di chi è parte del problema. Abbandoniamo a se stesso il patriarcato e i soprusi della cultura maschile. Ci sono dei conflitti. Abitiamoli onestamente, con la coscienza che in questa partita giocano molti attori e noi siamo una voce soltanto. Che sia forte e autentica. Che ponga domande ineludibili. Questo è l'obiettivo per cui lavoriamo e per il quale c'è bisogno di tutte, di tutti. Fatevi avanti: le porte sono aperte, l'avventura della fierezza di sé, di noi, continua.
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Cassero — Gay Lesbian Center