il cassero è

Rettore
Radio accesa, metà mattina: “Leggiamo il messaggio di un ascoltatore: Ciao a tutti ho 23 anni e non so come dire ai miei genitori che sono gay. So già come la pensano e ho paura che mi sbattano fuori di casa”. La speaker – di circa 35 anni si direbbe dalla voce – non ha dubbi: “Beh mettiti in contatto con Franco Grillini oppure rivolgiti a uno psichiatra (?!?) per una terapia di gruppo”. Grazie regia, via al prossimo brano.

Eugenio Scalfari, ospite di Daria Bignardi a “Le Invasioni barbariche”, ha raccontato dei suoi esordi sulla carta stampata, di quando cioè scriveva sul giornalino universitario dei fascisti. Perché Scalfari all’origine era un fascista, lo ammette senza problemi: “è stato come un vaccino – spiega – ora la puzza del fascismo la sento da lontano”. E in questo periodo la sente?, gli chiede la Bignardi. “Ogni giorno di più” risponde lui.

Scalfari ha ragione, di questo noi al Cassero siamo convinti: il fascismo è un miasma e l’odore di questi tempi rende l’aria irrespirabile.

Puzza la radio, quella che accendi la mattina e che improvvisa soluzioni astruse al “problemino” di un ascoltatore, omettendo di evidenziare, ad esempio, che il problema più che lui ce l’hanno i suoi genitori. A loro, eventualmente, servirebbe la terapia di gruppo.

Puzzano gli schermi televisivi in cui La Russa e Feltri insultano il direttore de l’Unità col linguaggio greve del balilla che vuole smanazzare sotto la gonna della figlia della lupa, convinto – e guai a dargli torto – di averne diritto. D’altronde il “leader” Berlusconi, nella sua improvvisata serale al Bagaglino qualche settimana fa, ha indicato la via: “Due uomini entrano in un bar – ha raccontato ilare – uno dice all’altro: guarda quella stangona bionda, me la farei. E l’altro: veramente è mia moglie. La precisazione del primo: pagando, s’intende.

Al Salone Margherita si scompisciavano dalle risate, racconta il Corriere della Sera, noi dal Cassero sentivamo la puzza.

La stessa puzza del museo di Bolzano, che ha appena fatto fuori la direttrice Corrine Diserens che aveva esposto l’opera di Martin Kippenberger: una ranocchia crocefissa. E fa puzza un disegno di legge sulla prostituzione che si mette a giocare a guardie e ladri (ma chi è il vero ladro?) e che non riesce a parlare di autodeterminazione. Puzza il divieto ai piercing nella zona genitale imposto dalla giunta Cofferati adeguandosi alle regole dettate dall’azienda sanitaria. Senza discutere, come se le Asl non facessero politica, come se l’esempio che vi racconto tra qualche pagina, quello del sito aids.it, non fosse già di per sé sufficiente a iniziare a guardare a certe cose con sospetto.

Puzza la Binetti, che ve lo dico a fare. Puzza al punto da trasmettere l’olezzo in tutto il suo partito, che il Cassero si rifiuterà di appoggiare – alle amministrative, alle europee, alle politiche – finché all’onorevole teodem non verrà ritirata la tessera. Quello che ha detto questa volta manco ve lo raccontiamo, per non sprecare il nostro inchiostro e le nostre pagine, e tutelare entrambi da tanta mostruosità.

Piuttosto – in full color in quarta di copertina – mostriamo fieri “Conciati per le feste”: un contenitore ludico, un sollazzo. Ma innanzitutto un esercizio di autodeterminazione, un “gioco col corpo” realizzato con la preziosa complicità dello staff di Orea Malià: peli pubici agghindati da acconciatori di gran grido. Per dire che il corpo è mio e me lo gestisco io. Eventualmente assieme a uno staff di estetisti e parrucchieri. Vediamo in quanti coglieranno il gioco, e quanti invece si metteranno a gridare scandalizzati da una vagina.
Dall’odore intenso, mi raccontano le amiche lesbiche. Tutt’altra cosa rispetto alla solita puzza.
Vincenzo Branà

Cesare Cremonini e Ballo
Con questo editoriale di Vincenzo Branà sulla "puzza di fascismo" emanata dai sistematici attentati ad ogni campo di libertà individuale che si stanno moltiplicando nel nostro Paese e dei quali per molti versi la recente amministrazione bolognese è stata all'avanguardia, si apre il nuovo numero, l’ultimo dell’anno di Cassero Magazine.

Che approssimandosi il 1 dicembre, giornata mondiale della lotta contro l'Aids, si apre con HIV+, un articolo di Vincenzo Branà che riflette sui dati raccolti da una mini inchiesta svolta dallo stesso assieme a Sandro Mattioli sulla voglia di vita e sulle condizioni di vita reali delle persone sieropositive, contrapponendole alla propaganda moralistica dei "cattoinfettivologi" come Chiara Atzori e il sito aids.it.

Le interviste di questo numero costituiscono un vero speciale sulla musica italiana e internazionale. Che si apre con un giro a 360 gradi sulla musica italiana, da “quella che fu” (Gigliola Cinquetti, inaspettata “pasionaria” dei diritti civili e delle libertà sessuali intervistata per noi da Daniele Ancarani) alle grandi icone queer tornate alla ribalta (Donatella anzi Rettore che, come un fiume in piena, non risparmia giudizi tranchant e rivelazioni su chiunque - al punto da stupire persino il nostro re del gossip Matty P!: da Flavia Vento a Spagna, dalla Oxa alla Caselli, senza tralasciare la pseudo-parrucca della Bertè e la Madonna… quella vera!) passando per l’immancabile rubrica di Divine Brown che mette alla gogna Cesare Cremonini, frequentatore del Cassero e che spiritosamente si mette in gioco finendo per rivelarci qualche piccante segreto…

Ma ricche di interviste sono anche le molte pagine dedicate alla ricca programmazione serale dei prossimi due mesi, per i quali Mauro Copeta intervista nomi ormai storici della "intelligent techno" quali Khan e nuovissime promesse della dance come ZoeXenia e Sandrien; mentre per la nuova rubrica Meet the Residents, uno dei nostri più giovani resident djs, Salvo Deejay, presenta una sua playlist che appositamente incisa e che potrete ascoltare in esclusiva solo sul nostro MySpace: www.myspace.com/casseromagazine.

Ancora protagoniste del mondo delle 7 note con le regine dei nostri consigli natalizi: Ornella Vanoni, Christina Aguilera, Leona Lewis e Pink fanno a gara per farvi spendere i vostri ultimi 20 euro per riempire le saccocce natalizie con i loro ultimi lavori.

Si torna all'impegno con lo spazio ALL ACCESS per il quale il nostro sportello giuridico si è cimentato in una curiosa inchiesta: Michele Giarratano e Angelo Parmentola si sono presentati a 4 agenzie assicurative per scoprire come sia possibile “salvaguardarsi” economicamente per una coppia gay nell'Italia che non accetta i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Sull'argomento Aids torna il nostro responsabile Salute Sandro Mattioli, con una riflessione sulle pericolose teorie "negazioniste" che negano il collegamento tra il virus Hiv e Aids.

Il numero è racchiuso da copertina, porfolio e intervista di al fotografo austriaco Matthias Herrmann, incontrato per noi da Peter Weiermair, ex direttore della Galleria d'Arte Moderna di Bologna che fu il primo scopritore del lavoro del fotografo firmandone il catalogo della prima mostra nel 94.

Cassero magazine è disponibile gratuitamente presso la sede del Cassero, nella rete bibliotecaria di Bologna, e nelle principali librerie e circoli Arcigay d'Italia.

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