il cassero è

GIORNO DELLA MEMORIA 2010

Martedì 26 gennaio 2010

ore 21.30

Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni, 18 - Bologna


LUO – Libera Università Omosessuale
presenta:

Sorella, fratello: un ritratto di Erika Mann
conferenza-spettacolo son et lumière di Luca Scarlini

Erika e Klaus Mann
Erika Mann (1905-1969), primogenita di Thomas, fece della propria vita un manifesto, non indietreggiando mai di fronte al ruolo di testimone e allo scandalo, sessuale come politico. La sua azione fu prima sul palcoscenico che nella scrittura, spesso al fianco del fratello Klaus, con cui firmò tra l’altro anche il divertente e scanzonato resoconto di un giro del mondo. Quest’ultimo grande scrittore e inquieto specchio di un’epoca, comparve con lei in un memorabile allestimento dei Ragazzi terribili di Jean Cocteau. Una foto famosa li ritrae, testa a testa, come due creature che abbiano ormai superato ogni barriera di gender, dioscuri ambigui e seducenti di una sfida frontale alla Germania che si andava nazificando, scivolando impercettibilmente verso l’abisso. Insieme alla sua compagna, l’attrice Theresa Giehse, e all’amato “gemello” spirituale, fondò nel momento di maggiore crisi della storia tedesca, la compagnia di cabaret Die Pfeffermüühle, il Macinapepe. Una esperienza a cui partecipò occasionalmente il suo ex-marito Gustav Gründgens, immortalato nel romanzo Mephisto come emblema di ogni collaborazionismo, per raccontare un mondo che andava fuor di sesto, satireggiando ferocemente i nuovi eroi nibelungici, con un affondo degno di certe tavole di Grosz o Heartfield. L’esilio fu quindi la prima scelta, con in primo piano l’impegno antinazista, in scena a Praga, a Zurigo, dove fu legata alla bellissima e tormentata Annemarie Schwarzenbach e a New York, dove giunse come paradossale moglie di Wystan Hugh Auden, che le aveva fornito un passaporto d’emergenza al momento del bisogno.
Madchen in uniform
In tedesco come in inglese, restava l’esercizio di una mente lucida, aguzza, che del regime hitleriano aveva esplorato l’aspetto apparentemente meno cospicuo, eppure più violento, quello del controllo dei giovani per tramite della didattica, nel tremendo La scuola dei barbari, analisi del sistema educativo nazista, di terribile evidenza. Continuo fu il dialogo con il “mago”, il riottoso padre che per lungo tempo mantenne una posizione di impossibile equilibrio, senza dichiararsi in alcun modo contro il nuovo corso, di cui aveva pure previsto alcuni esiti ideologici nel suo ambiguo Considerazioni di un impolitico, uscito all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Un itinerario complesso, in cui compare anche un lungo lavoro come giornalista (spesso al servizio della BBC) e infine, dopo la guerra, un ruolo sempre più esplicito come guardiana delle eredità familiari. Il volto mascolino e gli occhi splendenti di colei che fu protagonista di molte avventure intellettuali del Novecento, trionfa nel magnifico film all lesbian Mädchen im Uniform di Leontine Sagan, compiuto poco prima delle elezioni del 1933, magnifico frammento di una cultura della tolleranza, destinato a perire di lì a poco sui roghi dei nazisti.

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