Ci tengo a sottolineare l'impronta professionale con la quale il Mercato Gay deve essere affrontato proprio perché finora nessuna azienda in Italia ha investito e mai investirà su di un mercato per il quale non esiste nulla (o quasi) di documentato. Rammento che le aziende possono essere un veloce ed efficace strumento per la veicolazione della visibilità ed immagine gay, ma solo se trovano l'interesse a farlo, cioè se dall'investimento in comunicazione, immagine e pubblicità ne ricavano un ritorno commerciale (almeno probabile).
Credo comunque che il vero problema siano i pubblicitari che da una parte non conoscono il volume di mercato che i gay rappresentano e dall'altra che ancora oggi in Italia non sono in grado di affrontare il tema dell'omosessualità con coerenza; è ancora forte il pensiero per il quale gli Italiani non siano pronti a ricevere messaggi dichiaratamente gay, viceversa non considerano i mezzi di comunicazione Gay degli efficaci strumenti di vendita.
Quello che voglio dire è che sia da parte delle imprese, sia da parte dei pubblicitari, mai come oggi vengono ricercati interlocutori professionalmente qualificati. Su questo il Movimento Gay Italiano deve necessariamente dedicare risorse per fornire alle aziende dati e documentazioni tali da rendere appetibile il Mercato; in Italia tra l'altro esiste una risorsa potenziale che altri paesi non hanno, cioè una organizzazione nazionale, l'Arcigay, che con la sua presenza strategica sul territorio italiano può effettivamente essere strumento di propaganda a basso costo, ma non solo questo: l'Arcigay a mio avviso potrebbe investire in una politica di immagine tale da crearsi un proprio mercato che, in virtù della struttura nazionale, risulterebbe documentato e con dati certi (cioè allettanti).
Cassero — Gay Lesbian Center